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Complicanze ospedaliere connesse con ablazione transcatetere della fibrillazione atriale


L’ablazione della fibrillazione atriale ha fatto enormi progressi per quanto riguarda l'innovazione, l'efficacia e la sicurezza. Tuttavia, esistono dati limitati per quanto riguarda il peso e le tendenze degli esiti negativi derivanti da questa procedura.

Uno studio ha esaminato la frequenza di eventi avversi attribuibili alla ablazione della fibrillazione atriale e l'influenza del chirurgo e dell’ospedale sugli esiti.

Mediante il Nationwide Inpatient Sample, sono stati identificati pazienti con fibrillazione atriale trattati con ablazione mediante catetere.
Sono state studiate le complicazioni comuni descritte con l’ablazione della fibrillazione atriale, tra cui perforazione cardiaca e tamponamento, pneumotorace, ictus, attacco ischemico transitorio ( TIA ), complicanze nell’accesso vascolare ( emorragia / ematoma, complicanze vascolari che richiedono riparazione chirurgica e puntura arteriosa accidentale ) e la morte in ospedale.

Si stima che circa 93.801 ablazioni della fibrillazione atriale siano state eseguite nel periodo 2000-2010 negli Stati Uniti.

La frequenza complessiva di complicanze è stata del 6.29%, con complicazioni cardiache combinate ( 2.54% ) come complicazioni più frequenti.
Le complicanze cardiache sono state seguite da complicanze vascolari ( 1.53% ), complicanze respiratorie ( 1.3% ) e complicanze neurologiche ( 1.02% ).

La mortalità in ospedale è stata dello 0.46%.

Il numero di procedure annuali svolte dall’operatore sanitario ( meno di 25 procedure ) e il volume di procedure dell’ospedale ( meno di 50 procedure ) sono risultati significativamente associati a esiti avversi.

È stato rilevato un piccolo ( non-significativo ) aumento dei tassi globali di complicanze.

In conclusione, il tasso complessivo di complicanze è stato del 6.29% nei pazienti sottoposti ad ablazione della fibrillazione atriale.
C'è stata una significativa associazione tra operatore e volume di procedure dell’ospedale e gli esiti avversi. ( Xagena2013 )

Deshmukh A et al, Circulation 2013; 128: 2104-2112

Cardio2013



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