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Tachicardia a complessi larghi: Adenosina


L’Adenosina è un nucleoside purinico endogeno dotato di potente azione bloccante il nodo atrio-ventricolare ( AV).
E’ prodotto dai miociti cardiaci per via intracellulare o extracellulare mediante la defosforilazione dell’Adenosina monofosfato, e a livello intracellulare mediante degradazione dell’S-adenosilomocisteina. L’efficacia dell’Adenosina nelle aritmie sopraventricolari è stata descritta per la prima volta nel 1933, ma è solo negli ultimi anni che la sostanza ha trovato indicazione in terapia ed in diagnostica.

Dopo somministrazione per via endovenosa l’Adenosina è eliminata completamente dal circolo. Negli eritrociti e nelle cellule endoteliali dei vasi l’Adenosina viene trasformata in Adenosina-5-monofosfato, Inosina o in entrambi.
L’Inosina è ulteriormente degradata ad Ipoxantina ed Acido Urico.

L’Adenosina possiede un effetto dromotropo e cronotropo negativo.
Nel trattamento della tachicardia sopraventricolare l’efficacia della terapia con Adenosina è elevata ( 90-95%). Inoltre l’Adenosina agisce in tempi rapidissimi ( 20-30 secondi).
L’Adenosina può causare bradicardia e tachicardia sinusale di riflesso. Il paziente avverte un forte senso di malessere.

L’Adenosina presenta il vantaggio rispetto al Verapamil, di poter essere usata indifferentemente nella tachicardia a complessi stretti che in quella a complessi larghi.
Il Verapamil non dovrebbe invece essere impiegato nella tachicardia a complessi larghi, perché quest’ultima potrebbe celare una tachicardia ventricolare.
Il Verapamil producendo vasodilatazione periferica, può causare ipotensione e compromissione emodinamica, ed in taluni pazienti anche arresto cardiaco.

L’Adenosina può provocare broncocostrizione e pertanto non dovrebbe essere somministrata nei pazienti affetti da asma o da broncopneumopatia cronica ostruttiva ( BPCO).
La broncocostrizione in questi pazienti sarebbe dovuta alla degranulazione delle mastcellule e dal rilascio di istamina.

L’Adenosina per via endovenosa è controindicata in: a) blocco di II e III grado, ad eccezione dei pazienti con pacemaker; b) malattia del nodo del seno ad eccezione dei pazienti con pacemaker.

L’Adenosina trova anche indicazione nella diagnosi della tachicardia a complessi larghi. Inoltre è anche impiegata nella valutazione dell’ischemia miocardica, per la sua proprietà di aumentare il flusso ematico coronarico.
L’uptake e la ridistribuzione del tallio sono valutate mediante infusione dell’Adenosina, permettendo in tal modo l’identificazione di aree danneggiate ed ischemiche del miocardio. ( Xagena2002 )


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